Gyada Solari
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Spot per Olio Favola: un padre scrive alla figlia dopo aver incontrato per caso, tra gli ulivi, una donna che porta lo stesso nome.
Spot per Olio Favola, la linea di olio extravergine di oliva dell’Azienda Agricola Oliva, impresa familiare con sede a Siracusa che coltiva ulivi da oltre settant’anni tra i Monti Iblei e la costa siracusana.
Una ragazza trova un pacco regalo davanti alla porta di casa. Lo apre: dentro c’è una lettera di suo padre. Mentre lei legge, sentiamo la voce del padre recitare quelle stesse parole.
Nella lettera l’uomo racconta di essere rimasto a piedi con la macchina, dalle parti di Siracusa, e di essere stato aiutato per puro caso da una donna. Si chiama Francesca — lo stesso nome di sua figlia — ed è la titolare dell’azienda che produce l’olio. Francesca lo porta in mezzo agli uliveti dell’azienda e gli parla di suo padre, di quanto amasse quegli alberi, di quando la portava lì da bambina e le diceva che le foglie di ulivo vanno accarezzate perché possano dare buoni frutti.
È a quel punto che l’uomo comincia a pensare alla propria figlia, e al tempo che hanno passato insieme.
Un olio extravergine non si vende mostrando la bottiglia: sullo scaffale è identica a mille altre. E il repertorio del settore — campi al tramonto, mani che raccolgono, olio che cola — è talmente battuto che chi lo usa finisce per somigliare a chiunque altro proprio mentre cerca di distinguersi.
Qui la strada è opposta. Il prodotto non viene quasi mai nominato: al suo posto c’è la memoria affettiva e la storia familiare che sta dietro l’azienda. La frase sulle foglie da accarezzare fa da cardine perché tiene insieme le due cose senza spiegarle — è insieme un gesto agricolo vero e il modo in cui un padre parla a una figlia.
Il doppio nome fa il resto: la coincidenza che fa scattare il ricordo è anche ciò che lega lo spettatore al racconto prima ancora che si capisca di cosa parla il film.
Due minuti e sedici, una durata da film di marca. La costruzione a lettera — una voce che scrive, una figura che legge — è ciò che la rende sostenibile: la voce fuori campo tiene il filo mentre le immagini sono libere di andare altrove.
Le olive dell’azienda vengono raccolte a mano e molite entro dodici ore, con estrazione a freddo nel frantoio di proprietà. La linea Favola comprende monovarietali fra cui la Nocellara Etnea.